Cambiò sta cippa

All’ombra dei cipressi e dentro l’urne

il povero italian andò a votare

sfidò la pioggia in ore prenotturne

sperando in qualche modo migliorare

tremenda situazion di suo Paese

con candidati nani e ballerine

persone a dire poco craniolese

degni soltanto di lucidar latrine.

Fatti non foste a viver come bruti

ma per seguir virtute e conoscenza

Or ditemi, perchè deste li voti

a simil concentrato di demenza?

Lo candidato

O tu, c’a stento parli lo italiano,

che mai inanelli più di un par di verbi,

che dire “ho stato” neanche suona strano.

Mi spieghi perchè adesso ti riserbi

di presentarti con faccia da gran culo

cianciando di programmi roboanti

che il cittadin è tutto il tuo futuro?

Spero che in quello giorno siano in tanti

che invece di dar retta a tue cazzate,

tu che neanche in Belgio sei mai stato,

e aspiri solo a far soldi a palate,

vadano al mare e tu sia sodomizzato.

Pia illusion

Esto è periodo ove tutte le palestre

son assediate da siore poco snelle;

pensano illuse che in meno di un bimestre,

si rifaranno le chiappette belle.

Pedalan ore assise su cycletto

leggendo orrende riviste gossippare

così snelliscon solo l’intelletto

mentre il culon resta orrido a guardare.

L’elezioni

Or si appropinqua tempo elettorale

e il sorcio viene fuori da sua tana

tappezza di sue foto tutto il viale

con slogan di stupidità sovrana.

Fresco di barba, sorriso intelligente,

Invita lo gonzo a segnar suo nome

“Manda in europa io che se la sente”

poi ciapo il seggio e tu becchi suppostone.

Dillo ai tuoi cari anche di ricordare

di metter croce su sbarba in accoppiata,

ella non sa far nulla, nemmen parlare

ma mi regala sempre sua patata.

Oh tu, povero piccolo elettore,

la cui importanza di rado s’appalesa,

quando alcun ladro chiede voto per favore,

mostra a costui lo dito medio in tesa!